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Biografia-Rassegna stampa

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MARCELLO Bufalini è nato a Roma. Dal suo debutto, nel 1994, con l’Orchestra Sinfonica di Graz, di cui fu subito nominato primo Direttore ospite, ha avuto inizio un'intensa attività internazionale, che lo ha visto frequente ospite di prestigiosi complessi come l'Orchestra della Suisse Romande, l'Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, l'Orchestra della Radio di Monaco di Baviera, la Mitteldeutsches Rundfunkorchester, l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, l’Orchestra dell’Arena di Verona, la Tonkünstlerorchester e la Radio Symphonieorchester di Vienna e altre ancora, in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Grosses Festspielhaus di Salisburgo, il Gewandhaus di Lipsia. Come direttore d’opera è stato ospite dell’Opéra du Rhin di Strasburgo, della Kammeroper di Vienna, del Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, del Rendano di Cosenza, del Verdi di Sassari, dell’Alighieri di Ravenna, della Stagione lirica di Teramo ed Atri, del circuito lombardo ASLICO (Brescia, Pavia, Cremona, Bergamo), del Teatro del Giglio di Lucca. Nel 2001 ha diretto "L'Arte della Fuga" (progetto di trascrizione e completamento ideato e coordinato da Luciano Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (tournèe in Francia, Olanda e Inghilterra).
Dal 1 ottobre 2010 è Direttore Principale Ospite dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese.
E’ docente di direzione d'orchestra al Conservatorio "A. Casella" dell'Aquila.
Nel 2006, su commissione del pianista Roberto Prosseda, ha realizzato il completamento e la ricostruzione dell’inedito Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, registrato da Riccardo Chailly con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per la Decca (2009); oltre che a Lipsia, il Concerto è stato già eseguito tra il 2007 e il 2008 a Berlino, Milano, Coblenza, Liverpool, Roma (Accademia Nazionale di Santa Cecilia); nel 2009, dai Wiener Symphoniker con Fabio Luisi a Vienna, Salisburgo, Bregenz; a Londra (London Philarmonic Orchestra), Tokyo (New Japan Philharmonic), Torino, Bogotà, Calgary, L’Aja; nel 2010, dall'Orchestra della Toscana.
 

Rassegna stampa

 
Strasburgo, Opera Nationale du Rhin. "La Traviata" di Giuseppe Verdi.
Stagione lirica 2002/2003
 
Badische Zeitung, 14 giugno 2003
 
Specchio di fragilità – Marcello Bufalini dirige “La Traviata” all’Opéra du Rhin
Di Alexander Dick
 
Eccola, è seduta dinanzi alla scena. Tutta raggomitolata su se stessa, come un embrione. Espressione di un dolore sopportato in silenzio, ma con quella dignità che Auguste Rodin aveva scolpito nella sua “Danaide” del 1885. A nessuno verrebbe da pensare che questa Pietà e Violetta Valéry, “La Traviata” che di lì a pochi istanti apparirà ricoperta di pietre preziose, pellicce e camelie, siano un unico personaggio. Certo a nessuno, se però non ci fossero il Maestro Marcello Bufalini e l’Orchestra Sinfonica di Mulhouse, stasera davvero fantastica, a infondere a questo esempio di “Melodramma” verdiano tanta fragilità, tanta magia sottile e silenziosa.
   La direzione del musicista romano, che già nel 1999 aveva lasciato il suo biglietto da visita all’Opéra du Rhin con l’“Attila” di Verdi, è forse il vero avvenimento di questa applauditissima Prima di Strasburgo. Bufalini dedica una particolare attenzione alle sezioni di fiati di Verdi, e così tiene fede a una sua promessa che leggiamo nel libretto di sala, ossia di voler dare rilievo alla tecnica da “banda” del giovane compositore, per mezzo della quale questi si avvalse del modello musicale allora socialmente prevalente per caratterizzare particolari situazioni sociali. Sull’altro versante, il direttore centra perfettamente proprio quella dimensione intima che Verdi ha impareggiabilmente incastonato nella sua spesso semplice orchestrazione; qui Bufalini e l’Orchestra di Mulhouse sono più avanti rispetto a tante interpretazioni che basano “La Traviata” solo su una sonorità opulenta e lussureggiante da impianto stereofonico, e ignorano del tutto le fratture presenti nel melos verdiano.
   La cultura del piano di questa serata, o più in generale, l’avveduta cultura musicale di Bufalini torna a profitto anche dei cantanti…
   …A queste cose, ma soprattutto alle grandi prestazioni musicali, il pubblico ha tributato ovazioni su ovazioni.
 
Mittelbadische Presse, 11 giugno 2003
 
Violetta soffre ad alto livello - “La Traviata” all’Opéra du Rhin
Di Gunter Thiel
 
…L’interazione fra le parti solistiche, profondamente toccanti, le Arie e i Cori (naturalmente, anche nelle reciproche relazioni) hanno potuto adeguatamente e godibilmente dispiegarsi, grazie a un ensemble strumentale in forma smagliante, l’Orchestra Sinfonica di Mulhouse. Sotto la direzione di Marcello Bufalini è quindi pienamente riuscita una prima che rispondeva a ogni desiderio.
 
L’Alsace, 12 giugno 2003
 
Il diavolo in corpo
Di Christian Fruchart
 
Marcello Bufalini …attento agli sviluppi del fraseggio come ai dettagli strumentali più raffinati, sostiene il gioco vocale con efficacia drammatica non meno che con senso del colore.
 
Dernières nouvelles d’Alsace, 10 giugno 2003
 
La Violetta esemplare di Tatjana Lisnic
Di Marc Munch
 
…si ammira l’efficace bacchetta di Marcello Bufalini, che fa suonare con bella delicatezza l’Orchestra di Mulhouse, in gran forma. Questa Traviata è stata applaudita con calore raro.
Circuito Lirico Lombardo-"La Traviata" di Giuseppe Verdi.
Stagione lirica 2004/2005
 
Bresciaoggi, Brescia 2 ottobre 2004
 
L’incanto della Traviata
Di Luigi Fertonani
 
…tutto il cast vocale della serata inaugurale si è fatto onore, compreso il coro dell’As.Li.Co. e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano cui Marcello Bufalini, che ha diretto a memoria, ha impresso, specialmente nella parte iniziale, tempi “meditati”, un po’ più lenti di quelli cui il pubblico è abituato, ma destinati a dare ancora maggiore risalto ai particolari musicali del dramma di Giuseppe Verdi.
 
Il Giornale di Brescia, 2 ottobre 2004
 
Violetta tra i frac, in stile “Cabaret” – Lunghi applausi al teatro Grande per gli interpreti de “La Traviata”, che ha inaugurato la Stagione lirica
Di Fulvia Conter
 
…Bufalini possiede belle qualità, ma le ha sciorinate tutte, nel segno di una forte sensibilità musicale, della comunicabilità e di un fraseggio raffinato, nel II atto, in particolare nel duetto Violetta-Germont, fino ad un “Amami Alfredo” estremamente sentito…
 
La Regione Ticino, Como, 23 ottobre 2004
 
Aperta con la Traviata la stagione lirica del Teatro Sociale di Como
Di Carlo Rezzonico
 
…diamo atto (ndr al direttore Bufalini) di aver guidato l’esecuzione con una finezza, una adesione ai valori della partitura ed una coerenza meritevoli di ampia ammirazione…
 
La Cronaca, Cremona, 30ottobre 2004
 
Traviata tra Romanticismo e Verismo
Di Alessandro Bardelli
 
…la direzione di Marcello Bufalini, sempre attenta e sofisticata, minuziosa ed elegantemente passionale….
 
L’Eco di Bergamo, 12 ottobre 2004
 
Una Traviata emozionante
Di Bernardino Zappa
 
…Una prova di buon livello è stata anche quella dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, che il direttore Marcello Bufalini ha guidato con buon piglio, deciso e pragmatico, tra dinamismi molto accesi e ripiegamenti molto adagiati, condotti con buon gusto e coerenza. Applausi a scena aperta ai protagonisti e, alla fine , consenso generale…
 
 
 
Opera click, 13 ottobre 2004
Bergamo-Teatro Donizetti: La Traviata
Di Danilo Boaretto
 
La Traviata delle giovani promesse è quella andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo…tutti giovani i protagonisti di questo nuovo allestimento del Cicuito Lirico Lombardo, a cominciare dal direttore Marcello Bufalini, il quale ci ha fatto giungere a mezzo ufficio stampa, alcune sue considerazioni…una frase ha attirato la mia attenzioe e ci tengo a citarla: La scrittura musicale verdiana è ammirevole per precisione, coerenza e ed eleganza: ci siamo postoi l’ìobbiettivo di rispettarla, senza arida pedanteria, ma cercando di trovare le motivazioni espressive che sostanziassero un’adesione rigoirosa al dettato verdiano. Una frase che trovo a dir poco condivisibile, tanto più alla luce della coerenza esecutiva evidenziata nel corso della recita….Marcello Bufalini ha diretto bene, mostrando di perseguire un’idea interpretativa quanto meno lontana dalle tante direzioni di routine, tanto frequenti in questi titoli di repertorio
 
Strasburgo, Opera Nationale du Rhin. "Attila" di Giuseppe Verdi.
Inaugurazione della stagione lirica 1999/2000
 
"L'Opera" Dicembre 1999
 ATTILA VA ALLA GUERRA (G. Mattietti)
[…]Marcello Bufalini, sul podio dell'Orchestra Filarmonica di Strasburgo, ha dato di quest'opera una lettura nitidissima, fatta di linee asciutte, di contrasti marcati, capace di sprigionare una grande energia drammatica, soprattutto nei concertati e nelle parti corali, e di svelare anche alcune ricercatezze timbriche e armoniche (nell'aria di Odabella "Oh nel fuggente nuvolo, nella scena del sogno di Attila, nel finale del secondo atto).
 
“Badishce Zeitung” 12.10.99
VOKALSCHLACHTEN UM MACHT- UND RACHGIER (F.Winterlin)
(Guerra di voci per sete di potere e di vendetta)
Due volte “Attila”: l’Opéra du Rhin e il Teatro Statale del Baden a Karlsruhe hanno portato in scena un’opera di Verdi raramente rappresentata.
... Il Generalmusikdirektor K.O. (N.d.T.: direttore a Karlsruhe) ottiene dalla sua Badische Saatskapelle accuratezza...
Ciò che il giovane Marcello Bufalini riesce a far emergere dall’orchestra di Strasburgo è incomparabilmente più ricco di impulsi, di nerbo, di sensualità sonora, di forza d’urto: l’elettrizzante stile delle cabalette verdiane dalla spinta ritmica trascinante, e febbrili crescendo, possenti accordi dell’intera orchestra, ma anche luminose trame di raffinato cesello pittorico.
 
“Kehler Zeitung / Offenburger Tageblatt” 11.10.99
BöSEWICHT WIDER WILLEN (K.Witterstätter)
All’Opéra du Rhin inaugurazione con l’ “Attila” di Verdi
... Alla sfolgorante musica di Verdi il 36enne romano Marcello Bufalini ha dato, con l’Orchestra Filarmonica di Strasburgo, rilievo, impetuosità, mordente, forza e verve.
 
“Hebdoscope” 10.10.99
ATTILA (B.Sénéchal)
... L’Orchestra Filarmonica di Strasburgo accompagna brillantemente i cantanti, sotto la bacchetta precisa e ispirata di Marcello Bufalini.
 
“Affiches” 15.10.99
OPÉRA DU RHIN. ATTILA - VERDI (C.K.)
... Il Maestro Marcello Bufalini ha dato molto rilievo e vita a questa partitura, e l’Orchestra Filarmonica di Strasburgo era in gran forma.
 
 
 
 
 
“L’Alsace” 13.10.99
ATTILA DEMEURE UN SYMBOLE (A.Buonasorte)
(Attila resta un simbolo)
... L’Orchestra Filarmonica di Strasburgo, diretta dall’impetuoso direttore d’oltralpe Marcello Bufalini, e i cori dell’Opéra Nationale du Rhin, hanno saputo perfettamente rendere tutta l’atmosfera di quest’opera, sia nelle scene drammatiche, sia nelle marce e canti guerreschi... ma ugualmente nei passaggi più intimistici e nei cori lontani.
 
“Est Eclair” 11.10.99
ATTILA OU LES MALHEURS DE LA VERTU PATRIOTIQUE (D.Rousseau)
... Sotto la direzione di Marcello Bufalini, l’Orchestra Filarmonica di Strasburgo perviene a preservare all’opera il suo carattere molto elevato, secondo lo stile verdiano, senza peraltro mancare di assecondare il pessimismo della concezione registica.
 
“Dernières Nouvelles d’Alsace” 10.10.99
LA REVELATION D’ATTILA A L’OPERA DU RHIN (M.Munch)
... Una realizzazione di grande impatto vocale e musicale... L’Orchestra Filarmonica di Strasburgo entra ammirevolmente nel giuoco verdiano, con una sensibilità e una vivacità sottolineate qui dalla direzione di Marcello Bufalini: la “prima” di Attila è stata a pieno titolo molto applaudita.
 
 
 
Sassari, Teatro Verdi. "Die Zauberflöte" di W.A Mozart.
Stagione 2000
 
"L'Opera"- gennaio 2001
LA TERZA FAVOLA (Myriam Quaquero)
…Il      Mozart del direttore Marcello Bufalini, molto ben as­secondato dalla Corale Canepa e dall’Orchestra della Cooperativa Teatro e/o Musica, è decisamente dinamico. Bufalini, infatti, si muove a proprio agio nella complessa organizzazione del Flauto e fonde gli elementi più dispa­rati ed eterogenei della partitura in una struttura organi­ca e unitaria che supporta egregiamente l’idea drammatica. Fluente e morbida l’Ouverture, considerata una ve­ra e propria sintesi strumentale del Flauto, di cui Bufalini accentua la fisionomia fortemente contrappuntistica, senza tuttavia alterare il taglio essenzialmente fiabesco della vicenda. Partendo da queste premesse, Bufalini ha privilegiato tempi folgoranti e suoni densi e brillanti, coinvolto più dalla scioltezza del racconto che dalla ricer­catezza del dettaglio. Le arie della Regina della Notte so­no scivolate con un andamento rapido che metteva in ri­salto le pirotecnie vocali del personaggio. Anche il duet­to Papageno-Pamina e, soprattutto, l’aria di Pamina han­no perso quella staticità a cui spesso sono condannati.
 
 
Vienna, Konzerthaus. "Attila" di Giuseppe Verdi.
22 Marzo 2001
 
Attila: Carlo Colombara
Odabella: Julia Varady
Ezio: Vladimir Chernov
Foresto: Alberto Jelmoni
Radio-Symphonieorchester Wien
Wiener Singakademie
direttore: Marcello Bufalini  
 
 
Die Presse
 
Marcello Bufalini ha diretto con sicurezza l'eccellente Radio-Symphonieorchester Wien al gran completo…
 
Der Standard
 
Marcello Bufalini... è stato sempre molto accorto e attento alle esigenze dei cantanti...
 
Kurier
 
...Marcello Bufalini...sapeva cosa gli appassionati d'opera volevano sentire: sconvolgenti, imponenti manifestazioni di primordiale forza orchestrale, cui la Radio-Symphonieorchester Wien, ottimamente disposta, è stata innalzata in ogni fase…
 
Salzburger Nachtrichten
 
...affidata a Marcello Bufalini, musicalmente l'opera è stata in ottime mani…
 
 
Vienna, Kammeroper. "Le convenienze ed inconvenienze teatrali" di G. Donizetti
"Die Presse" 14-5-97
CAOS NEL SERRAGLIO DELL'OPERA (S.Musil)
"Viva la mamma" di G.Donizetti al Wiener Kammeroper: divertente in modo entusiasmante, "starnazzante" e comico.
(...) Il cast dà di sé eccellente prova. I pezzi d'insieme filano con slancio, l'orchestra, sotto la guida ispirata di Marcello Bufalini, appronta l'appropriato sfondo sonoro. (...)
 
Spoleto - L’Arte della Fuga Progetto di trascrizione e rielaborazione coordinato da Luciano Berio
 
“La Repubblica” 2-6-01
aRTE DELLA FUGA SFIDA INFINITA FRA 23 MUSICISTI (Guido Barbieri)
…Marcello Bufalini e i solisti cosmopoliti dell’Orchestra Europea dello Sperimentale hanno cambiato d’abito diciotto volte in una sera. Senza mai sbagliare colore.
 
“il manifesto” 3-6-01
“l’aRTE DELLA FUGA”, 18 omaggi a bach (Arrigo Quattrocchi)
…i trenta giovani strumentisti…sotto la direzione limpida e partecipe di Marcello Bufalini, hanno eseguito con grande cura la “prima” di questa particolare versione dell’”Arte della fuga.
 
“l’Unità” 3-6-01
BERIO (E NON SOLO) NEL MARE DI BACH (Erasmo Valente)
 
…E’ venuto fuori…un vero monumento di suoni e timbri, che, pur tra mille sfaccettature, ha mantenuto l’unitarietà dell’invenzione bachiana, grazie anche al direttore Marcello Bufalini …che da tempo seguiamo nella sua attività…
 
“Spoleto 90 – Arte e cultura” 15-6-01
L’ARTE DELLA FUGA: SUCCESSO
 
…Il concerto è piaciuto per il modo fluido e incalzante con cui Marcello Bufalini ha diretto i diversi soggetti, dai quali ha saputo ricavare, pur nella diversità dei temi e degli stili, una folgorante visione d’assieme…
 
Concerti con l'Orchestra Sinfonica di Graz (Austria)
 
"Neue Zeit" 26-1-94
MOMENTO DI GRAZIA DELL'INTERPRETAZIONE (Robert Spoula)
L'altro ieri l'Orchestra Sinfonica di Graz ha vissuto un momento culminante alla Stephaniensaal.
La scansione ritmica marcata e il modo di suonare, rilassato eppure presente, promettevano una serata musicale che si sarebbe mantenuta ad un livello notevolmente superiore a quello usuale per quest'orchestra. Bufalini ha rivelato di intendersi perfettamente con i musicisti, giacché, invece di battere scolasticamente il tempo, ha spesso lasciato semplicemente fluire la musica, per poi dare gli impulsi necessari al momento opportuno. La precisione con cui l'orchestra ha accompagnato il pianista ha reso tutto ancora più bello.
Questa elevata atmosfera musicale si è mantenuta anche dopo l'intervallo. Questo ci ha ancora di più soddisfatto poiché la Sinfonia "Italiana" di Mendelssohn non è tra le più semplici del repertorio romantico. Bufalini ha eseguito il primo e l'ultimo movimento ad andatura sostenuta ed incalzante, ma senza costringere i musicisti a suonare con eccessiva precipitazione. Al contrario, la freschezza e la trasparenza, sempre mantenute anche nei passaggi polifonici, facevano scaturire al sommo grado gioia di vivere ed energia. Momento culminante è stato però l'"Andante", con il suo ritmo delicato ma elastico e un modo di suonare straordinariamente cantabile e soffuso di malinconia.
 
"Krone" 26-1-94
TRIONFO PER I SINFONICI! (K.H.Dicht)
I Sinfonici di Graz hanno presentato un concerto superbo, sotto la direzione del trentenne direttore romano Marcello Bufalini, alla Stephaniensaal di Graz. (...) L'Orchestra ha riportato un trionfo nella "Quarta" di Mendelssohn e in una Suite di Respighi. Se Fabio Luisi (direttore stabile dell'Orchestra di Graz, N.d.T.) dovesse intensificare sempre di più la sua attività a Vienna, Bufalini sarebbe una fortuna per l'Orchestra.
 
"Kleine Zeitung" 26-1-94
UN CASO FORTUNATO (W.S.)
(...). Direttore è stato il giovane romano Marcello Bufalini, che è riuscito a motivare l'Orchestra in modo molto evidente. Respighi era quasi musica da camera; molto nitidi e accurati Rachmaninov e Mendelssohn.
 
"Kleine Zeitung" 27-4-94
COERENTE ED ESSENZIALE (Ernst Naredi-Rainer)
Marcello Bufalini si è confermato un talento del podio.
Nel gennaio di quest'anno aveva festeggiato il suo debutto con l'Orchestra Sinfonica di Graz, che ha ora di nuovo diretto, lunedì, alla Stephaniensaal, in sostituzione di Edgar Seipenbusch. Questo trentunenne romano ha sostenuto così bene la sua parte che ora si saluta la sua designazione a Primo Direttore Ospite per la stagione 1995-96.
Senza ricorrere a una gestualità ridondante Marcello Bufalini ha governato con ferrea consequenzialità lo straordinario "crescendo" del "Bolero" di Ravel, nel quale quasi tutte le prime parti dell'orchestra hanno potuto mettere in mostra le loro doti solistiche...
 
"Neue Zeit" 27-4-94
UNA PROVA SPORTIVA (Robert Spoula)
Mentre, in occasione del suo fulminante debutto con l'Orchestra Sinfonica di Graz, Marcello Bufalini era riuscito a esibire, con la Quarta di Mendelssohn, doti di cantabilità e di energia, stavolta si è dovuto concentrare sui problemi della differenziazione delle sonorità e del loro equilibrio. Che l'Orchestra lo abbia in grande considerazione è ormai cosa nota, e così si è anch'essa impegnata con molta dedizione a tradurre in suono i suoi gesti.
Bufalini si è trovato a suo agio grazie alle sue doti naturali. Possiede evidentemente un orecchio raffinato, poiché, con una gestualità non esageratamente ampia, ha tratto dall'orchestra un suono pieno e tuttavia sensuale. Si trattasse della morbosa impetuosità dei ruderi di valzer in "La Valse", o della parabola di energia che lentamente si dispiega nel "Bolero", il suono è rimasto compatto e denso, ma senza perdere in ariosità. Qui l'orchestra ha avuto anche modo di mostrare, per così dire, a sezioni il suo livello tecnico, quindi: bravi!
  
"Krone" 27-4-94
I Sinfonici di Graz diretti da Marcello Bufalini
CON MOTIVAZIONE PER L'UNITA' (K.H.Dicht)
(...).L'appena trentunenne romano, che già in gennaio aveva ottimamente stimolato l'Orchestra, ha nuovamente mostrato i suoi pregi: sonorità limpida, ritmo stringente, ottima presa sui musicisti. (...). Meravigliosa "La Valse" di Ravel. Nel "Bolero" l'impegno e l'entusiasmo dei musici conseguivano un risultato ancora superiore.
 
 
 
 
 
" Krone Zeitung " 4-11-96
I MAHLERIANI OSCURI PRESENTIMENTI DI MORTE ( B.S.)
 (...) Marcello Bufalini ha guidato i Symphoniker con attenzione e gestualità precisa attraverso l'impressionante partitura. ("Das Lied von der Erde").
Ancora una volta una gioia (è stata ascoltare) gli strumentisti, ai quali il 33enne Direttore romano ha saputo chiedere una bellissima prova di piena concentrazione.
 
"Kleine Zeitung" 2-1-97
LAUFET, BRUDER, EURE BAHN! (H. Spies)
Nona Sinfonia op. 125 di L. van Beethoven. Il 33enne direttore romano Marcello Bufalini ha dimostrato, nel concerto di fine d'anno alla guida della Sinfonica di Graz, di aver studiato la tradizione dei grandi esegeti beethoveniani e di averla interiorizzata con autorevolezza. La sala gremita ha testimoniato col suo giubilo, come egli sia all'altezza di realizzare, alla testa di un imponente apparato ogni momento della rischiosa, anche se plurieseguita, partitura, con esattezza ritmica, intonazione corretta e controllo dell'espressione.
Particolarmente felice è apparsa la scelta dei tempi, che non tradiva alcun tentennamento: già nell'"Allegro ma non troppo, un po' maestoso" Bufalini ha indicato il tempo di base, ha evitato qualsiasi sussiego da Kapellmeister, fedele alle indicazioni di metronomo di Beethoven ha ottenuto così una scrupolosa trasparenza.
La sua tecnica direttoriale è concreta, mai compiaciuta.
 
"Krone Zeitung" 2-1-97
UN'ORCHESTRA VIGOROSA (M.G.)
E' stata offerta una esecuzione molto drammatica, Marcello Bufalini ha saputo far fare musica con grande tensione ai Grazer Symphoniker e cinque Cori. …ha saputo catturare l'attenzione dell'Orchestra; anche in passaggi difficili, come nel Trio dello Scherzo eseguito in tempo veloce, non son venute meno le forze: culmine il terzo movimento, che risuonava lieto, non patetico, agile. (...)
 
“Krone Zeitung” 30-4-98
GRAZER SYMPHONIKER: GRANDIOSO PROGRAMMA! (Bernd Schmidt)
Serata di grande intensità timbrica e sonora:con l’Ouverture di “Candide” di Bernstein, il Concerto per pianoforte in fa magg. di Gershwin e la 5. Sinfonia in si magg. op.100 di Prokofieff, la GSO, il direttore Marcello Bufalini ed il solista Bruno Canino hanno regalato al pubblico sempre più entusiasta della Stephaniensaal un vero e proprio evento musicale.L’Ouverture “Candide” di Bernstein ha convinto nell’interpretazione spumeggiante dei sinfonici e del loro direttore, che non si è limitato ad una gestualità ritmicamente corretta, ma è riuscito a tirare fuori tutto il possibile da quest’ambiziosa orchestra. L’amore di Bernstein per le sincopi ed il gioco del ritmo sono stati presentati al meglio.
Con il pianista napoletano Bruno Canino, Marcello Bufalini e la sua orchestra hanno avuto a disposizione un solista dall’incredibile tecnica e dal “feeling” jazzistico, che padroneggia Gershwin letteralmente anche con il dito mignolo. Ogni minima nuance tra orchestra e parte solista è stata messa in risalto, e anche la GSO ha convinto solisticamente...
 
"Kleine Zeitung"30-4-98
SPLENDIDO VIRTUOSISMO (Hansjörg Spies)
Un grande entusiasmo accoglie Bruno Canino e la GSO
Nella Stephaniensaal lo scetticismo iniziale ha ceduto il passo al travolgente entusiasmo. Con un insolito programma Marcello Bufalini ha portato la GSO a un’incredibile livello di bravura orchestrale.
“Candide” di Leonard Bernstein (1956) è un pezzo “su misura” per un’ orchestra virtuosistica…la vivace gestualità di Bufalini l’ha resa una brillante esecuzione …Per il finale in bellezza, Bufalini ha fatto tuonare i cannoni nella 5. Sinfonia di Prokofieff (1944), facendo vibrare “beethovenianamente” gli archi scuri e “brahmsianamente” quelli più acuti, realizzando così con questa preziosa composizione, un tessuto sonoro dal ritmo incredibilmente preciso e spumeggiante.
 
 
Krone Zeitung 28-4-99
CLASSICISMO „LEGGERO“ RESO IMPORTANTE (Martin Gasser)
(…)Le “Haydn – Variationen” (di Brahms) sono da considerare un importante lavoro preparatorio alla “Prima” che nascerà tre anni più tardi. La ricercata strumentazione di questo studio è stata magistralmente evidenziata dal tranquillo ritmo pulsante dell’interpretazione di Marcello Bufalini.
Con un’esecuzione vivacissima (dell'Ottava Sinfonia di Beethoven) , scevra di qualsiasi vuoto interpretativo, Marcello Bufalini e i Grazer Symphoniker hanno coronato la loro bellissima prestazione.
 
“Kleine Zeitung” 28-4-99
GLI OSPITI HANNO DATO UN TOCCO DI BRILLANTEZZA (Walther Neumann)
(…)dietro alla compattezza strutturale dell’Ottava Sinfonia di Beethoven si celano notevoli difficoltà orchestrali… nello Stephaniensaal stracolmo, la GSO è riuscita a dare una buona interpretazione di quest’opera di non facile esecuzione. Dopo aver eseguito le “Haydn – Variationen” di Brahms, il giovane Maestro romano Marcello Bufalini – non nuovo alla guida di quest’orchestra e alla direzione a memoria – ha presentato un’esecuzione piena di slancio, verve, ritmo e precisione. Conferendo così alla serata un notevole livello…
 
"Kleine Zeitung" 4-10-2000
Brillanti musicisti hanno sfavillato (Hansjörg Spies)
 
Marcello Bufalini, dal quale l'Orchestra Sinfonica di Graz ha già tratto profitto in precedenti
occasioni, ha dimostrato ancora una volta – con grande soddisfazione dell'orchestra stessa –
le sue straordinarie doti di "didatta" d'orchestra, mago del suono e fanatico della precisione.
In apertura le spumeggianti "Fontane di Roma" (1916) di Ottorino Respighi con i suoi passaggi di primo piano per gli ottoni. A seguire, trasparente e senza sdolcinatezze, l'Overture - fantasia "Romeo e Giulietta" (1870) di Pjotr Illjitsch Tschaikowsky. Con essa gli strumentisti hanno mostrato con quanto impegno e perfezione tecnica sanno suonare[…]
Dopo l'intervallo due pezzi leggeri di Nino Rota: nella Suite del balletto "La strada", il primo violino Holger Groh ed altri colleghi hanno dimostrato con l'esecuzione di assoli mirabolanti quanto sappiano essere eccellenti. Travolgente e gustosissimo il finale dal film "Otto e mezzo" (1963) di Fellini.
 
 
Concerto con l'Orchestra della Radio di Monaco (Germania)
 
“Münchner Merkur” 28-09-2002
 
(Alexander Baltin)
 
Monaco- …Con il disciplinato ed efficiente direttore Marcello Bufalini l’Orchestra ha eseguito un repertorio ricco di strumenti a percussione, dal 19° secolo ai contemporanei…sotto la rigorosa direzione di Bufalini l’Orchestra della Radio di Monaco è risultata convincente in ogni fase, dalle delicatezze sonore di Vaughan Williams alla violenza organizzata di B.A. Zimmerman, suscitando il consenso soddisfatto del pubblico.
 
 
Tourneè in Germania con l'Orchestra Sinfonica Ungherese
 
"Siegener Zeitung" 18.4.1997
Musica classico-romantica d’una qualità raramente ascoltata
Applausi scroscianti per i Sinfonici Ungheresi di Budapest diretti da Marcello Bufalini
/…)Il programma non lasciava nulla a desiderare, presentando in primo piano due monumenti della musica classico-romantica, Schubert e Brahms, l’uno nato 200 anni fa, l’altro morto 100 anni orsono.
Ma l’uno come l’altro tornano puntualmente a una vita esuberante nella loro magnifica musica, soprattutto quando vengono ben presentati, come in questo caso dai musicisti magiari, coordinati nelle prove e guidati in concerto in maniera brillante da un giovane Maestro italiano. L’ouverture “Rosamunda” di Franz Schubert (1797-1828), D.644, ci è giunta addirittura con una forza e una limpidità tali che l’intero concerto fin da principio si è prospettato come uno degli eventi principali della vita musicale della Regione. Il 34enne romano Marcello Bufalini ha dato prova di una qualità che contraddistingue non molti direttori d’orchestra: la grande dimestichezza con Schubert, la cui visione musicale rende necessaria una mescolanza di classica obiettività e di romantica ampiezza di sfumature del sentimento, la quale si fonda sull’esperienza e la sensibilità dell’animo.
A seguire, ugualmente grandioso e lavorato in filigrana in tutti i passaggi, il Concerto Doppio per violino, violoncello e orchestra in la min. di Johannes Brahms (1833-1897 […]
Anche la prima delle due Serenate scritte da Brahms a Detmold fra il 1857 e il 1859, ossia quella in re maggiore op.11, è stata eseguita dagli Ungheresi per tutti i sei movimenti con affascinante abilità ed enorme bravura.. Marcello Bufalini ha conservato sempre la giusta misura, senza eccessive sottolineature, né nel ritmo né nella rappresentazione del dato emotivo[…] Qui Bufalini e i Sinfonici Ungheresi hanno pienamente padroneggiato l’arte di ricondurre ogni volta, come per gioco nei 3/4 danzanti, i corni maestosamente altisonanti alle gioiose bassure della commedia in musica. Anche al “Finale”, fedeli all’idea del compositore, hanno dato da principio la forma di una lesta cavalcata, che si mescola ad allegre fantasticherie e quindi devia per un Tutti quasi drammatico, per giungere infine a una conclusione raggiante, e lasciare gli spettatori alla notte con il più bello dei bei suoni.
 
"Westfälische Rundschau", 21.4.1997
I Sinfonici Ungheresi accolti da un pubblico entusiasta (HL)
Siegen. Alla Siegerlandhalle i “Sinfonici Ungheresi di Budapest” si sono dimostrati, sotto la guida di Marcello Bufalini, un’orchestra di alta cultura musicale, e sono stati accolti, assieme ai due eccellenti solisti, da un pubblico entusiasta.
Nella ouverture ("Rosamunda") gli Ungheresi hanno esposto con grande efficacia lo sviluppo che conduce, dal gesto drammatico dapprima patetico e serio, e poi risonante, fino all’incomparabile ricchezza melodica intrisa di tutta la malinconica allegria dell’autore dei Lieder.
 [...] La qualità omogenea degli archi e dei fiati dell’orchestra, e la precisione del loro andare insieme hanno fatto della Serenata di Brahms in re maggiore, op.11 n.1 (1857), un momento di vero godimento sonoro. Qui il direttore romano Bufalini, ha impartito impulsi e stimoli, lasciando per il resto che i sinfonici di Budapest seguissero il loro estro musicale. La ridda dei sei movimenti si è dispiegata passando dall’atmosfera dei corni da caccia, piena di una dinamica appassionante e di slancio musicale, a un tono più propriamente sinfonico, dal suono dondolante e dalle grandi linee altamente espressive di accaloramento e rilassamento, al Minuetto un poco più sognante o gaio, e infine al divertito Finale dal ritmo flessuoso e dalla chiusa virtuosistica. Il felice stato d’animo di tutto ciò si è trasmesso agli ascoltatori, movendoli all’applauso.
 
 
 

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